Mai fermarsi alla sola apparenza!

Normale chiedersi “E ora che ci faccio con tutta questo Lievito Madre?” Beh, sì, è normale se non vuoi morire soffocata da un blob di esuberante pasta madre. Così,  sebbene a zero di forze,  prima di trovarmi sommersa alle undici di sera da 2 chili passa di lievito madre, mi sono rimboccata le maniche e, dopo un ennesimo rinfresco, ho voluto improvvisare, con mia mamma, un pane veloce, semplice, che non ci tenesse impegnate troppo tempo (anche perché in questo periodo non ce n’è ho proprio!). Stiamo muovendo i primi passi nella panificazione domestica, ma nulla ormai ci può fermare: non sarà né un contatore che da qualche giorno gira più velocemente né i sacchi di farina che troneggiano in cucina (e le gatte se li guardano come se fossero degli invasori alieni!). Senza troppe raffinatezze o indugi, ci siamo lanciate in una panificazione a dir poco “naive” come potete ammirare da questa pagnottina funghettosa!

Immagine

Vi dico la verità: il mio primo pensiero è stato: “ok, questo pane stile porcino è da buttare”, ma invece no; da una crosta che sembrava  impossibile da incidere, l’interno si è rivelato morbidissimo con una mollica fitta fitta, regolare e delicata.

primo pane 8-02 (3) 

Il fatto è che riscoprire questo lavoro antico che una volta era come l’ABC nelle scuole mi sta davvero rendendo più completa: non si impara solo sui banchi di scuola! Impastare la farina con l’acqua e il lievito è un’azione che fa bene al cuore, oltre che al palato e direi anche alle braccia: vederete voi, quest’estate, che bicipiti! Il pane è un alimento antico che, seppur preparato con diversi ingredienti e procedimenti, è comune a tante epoche e popoli e farlo con le proprie mani aiuta a riappropriarci di quel che amiamo davvero. Come ho già detto, ho sentito il bisogno di incominciare a fare il pane in casa perché quello del fornaio dopo uno o due giorni diventava immangiabile, secco e duro e non sono mai sicura di quello che ci mettono realmente dentro. Cuocendo la mia bella pagnotta invece sono certa che anche dopo 5 giorni rimane morbida e vera, come vera è la pasta madre, la MIA pasta madre che ha bisogno di cure. Ma la cosa che amo di più di questo cammino è che finalmente posso scegliere quali ingredienti aggiungere e in quale misura.

Non potevo resistere  a quella morbidezza e fragranza così, come una saetta, ho preso prima di tutto la macchina fotografica per immortalare il momento  e poi la marmellata di arance e zenzero (rigorosamente fatta in casa) e la crema di pistacchi.

primo pane 8-02 (4)

La forma a funghetto credo che ho capito perchè è venuta:dovevo fare un po’ meno la “delicata” nell’incisione!

Abbiamo usato 150 gr di lievito madre (rinfrescato il giorno prima), 450 gr di farina di grano duro, 150 ml di acqua tiepida, un pizzichino di sale e un cucchiaio di olio. Abbiamo lavorato rapidamente facendo le pieghe,fino a che abbiamo ottenuto un impasto bello morbido e sodo. L’abbiamo lasciato lievitare tutta la notte in forno con un panno umido sopra e la luce del forno. la mattina seguente l’abbiamo infornato per i primo minuti a 200° e poi a 180° per 45 minuti. Spero che qualcuno leggendo questo post sia stimolato ad intraprendere questo bel percorso e per chi è già da tempo”mamma o papà” del Lievito madre possa darmi qualche consiglio!

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...