Pizza bianca alla Romana o Focaccia al Rosmarino?

E va bene, le foto sono venute malissimo – lo so -, ma non è colpa mia. Prendetevela con il tempaccio di oggi, di quel colore grigio, anzi nemmeno grigio, piuttosto di quel bianco allucinogeno.È stata una di quelle giornate oggi che quando apri gli occhi li vuoi richiudere per saltare direttamente al giorno dopo, sperando in una giornata piena di sole.  Così non sono andata a scuola; dopo settimane di bel tempo, sole caldo e canottiere mi sono svegliata stanca (anche se l’altra sera sono andata a dormire stranamente presto circa le 22 e 30!).

Veramente vi racconto come è andata la giornata: mi sono alzata alle 6 e 30, come al solito, per andare a scuola, sono uscita, alle 7 e 40 arrivo in classe, verso le 8 ancora non c’era nessuno. Ok che in classe mia sono ritardatari, ma questo mortorio non si è mai visto. Allora mi domando: “Chi sono i santi del giorno?”  – tipica frase ironica che la prof di matematica e fisica esclama quando siamo pochi, per dire qual è la materia per cui i compagni hanno preferito stare a casa. E incomincio a fare l’elenco delle materie: prima ora italiano… aaah italiano, ecco; oggi l’entrata era alle 9!

Ma ecco che vedo una gamba, un braccio, un mio compagno entra in classe – quasi non ci speravo più -, lui mi guarda come se fossi una sconosciuta e non la solita compagna di banco e mi domanda: “e te che ci fai qui?”. Io me lo guardo e come se non avessi sentito la sua domanda gli chiedo “hai fatto fisica?” Lui si avvicina, si abbassa all’altezza del mio viso e scuotendo la testa con aria di disaccordo mi dice “Cavoli, Astrid! Hai certe occhiaie, ma hai dormito?!”. Ecco che arriva un altro mio compagno e mi convinco ancora di più che devo tornare a casa perché se ne esce con il compito di chimica in seconda ora. (Ma io dov’ero quando l’ha fissato?) Così mi alzo rimetto astuccio, diario e libri nello zaino, prendo l’ombrello saluto i miei 3 (mattinieri) compagni di classe faccio per andarmene, quando mi sporgo con il collo e gli dico, comunque rispondendo alla domanda di prima, “Proprio non lo so cosa ci faccio qui!”.

Indovinate dove ho trovato la risposta? Mentre vi scrivo sto addentando la più morbida, soffice e saporita panfocaccia al rosmarino che abbia mai mangiato.

panfocaccia rosmarino (4)

Inizialmente volevo provare a fare la pizza bianca romana, non quella che si  mangia in pizzeria, ma quella che si compra dal fornaio, bassa croccante, bella unta di quel colore dorato che, se poi farcita con la mortadella raggiunge il top del top. Ma devo dire che per questa sera la panfocaccia è andata molto bene!

  panfocaccia rosmarino (10)

Ingredienti (per una teglia di circa 25×35 cm)

240 g pasta madre rinfrescata due volte

360 g acqua

480 g farina 0

2 patate piccole

8 g sale

16 g olio extravergine d’oliva

rosmarino

Procedimento:

Mettere in una ciotola grande la pasta madre e l’acqua tiepida e mescolare per sciogliere un po’ la pasta madre. Aggiungere un po’ alla volta la farina setacciata e le patate schiacciate, impastare fino a quando la farina non avrà assorbito tutta l’acqua. Continuare poi ad impastare per 5 minuti, aggiungere il sale, impastare per altri 5 minuti, aggiungere l’olio e impastare per altri 5 minuti. Si deve ottenere un impasto elastico, che non sia troppo appiccicoso. L’impasto così ottenuto andrà tenuto nella ciotola coperta con pellicola e poi da una coperta e fatto lievitare per un paio d’ore fino a quando avrà almeno che raddoppiato il suo volume. A questo punto l’impasto andrà rovesciato su una spianatoia infarinata e andranno fatte le pieghe del primo tipo :

1. Partiamo con l’impasto sulla spianatoia infarinata

2. L’impasto va steso con le mani dandogli la forma di un rettangolo con la parte più lunga sui lati (vostra dx e sx).

3. Va poi ripiegato su se stesso portando prima la parte più in basso (corrispondente ad un terzo dell’impasto) verso l’alto…

4. … e poi la parte più in alto verso il basso.

5. Si ruota l’impasto di 90° in senso antiorario, si distende di nuovo a rettangolo

6. si ripetono le pieghe.

7. A questo punto si rovescia l’impasto e si forma una palla più compatta possibile.

Coprire quindi la palla così ottenuta con un canovaccio bagnato e farla riposare per un’ora circa.

Poi riprenderla, stenderla su una leccarda o una teglia grande quanto il forno e leggermente infarinata (serve per renderla più croccante. Io non mi sono fidata e per paura che rimanesse tutto attaccato alla teglia così  l’ho foderata di carta da forno e l’ho cosparsa di farina), ungere la superficie con abbondante olio, versarci un po’ di sale grosso e far riposare la pizza per 20-30 minuti.

Infornare a 250° o al massimo della temperatura che raggiunge il vostro forno e cuocere per 25-30 minuti.

Sfornare, tagliare a quadratoni e servirla così com’è in tutta la sua morbidezza e bontà e poi ve l’ho detto se volete c’è sempre la “mortazza” pronta a infilarsi in mezzo al panfocaccia!

panfocaccia rosmarino (13)

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