Essere uno …Slow Fish Consumer

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Ormai ci stiamo avvicinando al mese di Luglio e, anche se il tempo sembra volare, tendiamo a gustarci ogni momento.

C’è chi le ha già pianificate, chi non ci può ancora pensare e chi già sta in vacanza: io che sono qui vi dico cos’è per me l’estate.

L’estate mi fa arrabbiare perché dal primo giorno di caldo vorrei vedere tutti in vacanza (compresa me), tutti al mare, in montagna o in campagna!

L’estate è il sole che la mattina ti viene a svegliare attraverso le persiane.

L’estate è il caldo che non ti lascia nemmeno un attimo, ti avvolge e lo senti.

L’estate è l’abbronzatura, le amicizie estive, i tuffi e i capelli al vento.

Ma soprattutto l’estate ha il sapore del buon pesce, bastano quei piatti semplici ma, se ben cucinati, capaci di donarti emozioni.

Per non sentirvi …pesci fuor d’acqua davanti al banco del mercato, parliamo un po’ di pesce.

Certamente il pesce fa bene, è importantissimo per la nostra salute, non possiamo farne a meno, però non è tutto uguale e davanti al banco meglio optare per alcune specie piuttosto che per altre.

Dal 9 al 18 maggio si è svolto  “Slow Fish” 2013 a Genova dove Silvio Greco non ha smesso mai di ripetere i capisaldi per essere un buon consumatore di pesce:

meglio preferire i pesci dal ciclo vitale breve, quindi le specie che si riproducono velocemente e così non sono a rischio estinzione.

L’altro colosso da tenere bene a mente quando si va in pescheria: non cercate quel trancio di salmone o pesce spada, ma puntate dritto sul pesce locale, come il nostro pesce azzurro ottimo ed economico.

In sostanza, che pesce comprare per non fare male all’ambiente e a noi stessi?

E quale pesce invece evitare di mettere nel carrello della spesa?

Ci pensa Slow Food a chiarire le idee, fornendo l’elenco dei pesci che sarebbe meglio non comprare:

  • Tonno rosso
  • Gamberi tropicali
  • Salmone d’allevamento e selvaggio (Atlantico)
  • Pesce spada
  • Merluzzo nordico
  • Squali e razze

Perché è meglio evitarli? Perché la loro pesca o allevamento, così come vengono praticate oggi, sono un pericolo per l’ambiente e per i pesci stessi che stanno via via estinguendosi.

Cercate di privilegiare i pesci che arrivano da fiumi, laghi e mari vicini, le specie meno note e conosciute ma altrettanto gustose e saporite: sugarello, gallinella, spigolette, palamita, zerro, pagello, acciughe, lampuga, sardine, tinche.

Questa guida in pdf , oltre ad essere fatta graficamente bene, è anche utilissima e ben spiegata, perfetta per togliervi ogni dubbio e diventare consumatori consapevoli!

Vi invito inoltre a partecipate a Slow Fish Challenge (cioè la costruzione di un ricettario collettivo a base di pesce buono, pulito e giusto).

Come fare?

  • Trovate il pesce: evitate quelli a rischio estinzione, privilegiate le specie locali, pescate nella giusta stagione e con un ciclo riproduttivo breve
  • Trovate una ricetta, che sia della tradizione oppure di vostra invenzione
  • Cucinate il pesce in questione e condividetelo il più possibile
  • Mandate le informazioni raccolte, le ricette e le foto a communication@slowfood.com

Le mie ricette Slow:

Penne integrali con gamberetti, calamaretti e zucchine

Sarde al beccafico

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