Berlino X giorno: Sanssouci-Potsdam

Ve l’avevo detto che a Potsdam  dovevamo dedicare una giornata intera, e la verità è questa: una giornata intera non basta!

Oggi ci siamo dedicate all’immenso parco di Sanssouci.

Kilometri e kilometri di verde e  giochi di colori grazie ai diversi tipi di piante, fiori e alberi.

Non avrei mai immaginato che in neanche un’ora mi sarei catapultata dalla Berlino città a quella che è stata definita la “Versailles prussiana” del 700/800.

Ma come nasce il palazzo di Sanssouci?

Federico il Grande, senza troppo sfarzo, guidò le sorti della Prussia nel XVIII secolo. I suoi desideri erano quelli di un uomo semplice: vivere senza preoccupazioni per l’appunto “sans souci”.

Tra il 1745 e il 1747, sulle famose terrazze di Weinberg, fece costruire un castello come residenza estiva. Divenne la sua sede estiva e il suo posto preferito, un rifugio, nel quale si ritirava insieme ai suoi cani anche nei periodi difficili. Il re desiderò che il castello durasse soltanto finché egli rimaneva in vita. Questo desiderio, per fortuna, non si è avverato.

Sanssouci risplende ancora oggi del suo antico splendore. Oltre al castello nell’ampio parco non sono da sottovalutare gli altri edifici del castello, come il Neues Palais (nuovo Palazzo), le Neue Kammern (Nuove camere), la Chinesisches Haus (Casa cinese) e l’Orangerie (Aranceria) e lo Schloss Charlottenhof (Castello Charlottenhof).

Nel 1990, sia il palazzo Sans Souci che i suoi giardini sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Una scelta che trovo molto tenera è che Federico il Grande abbia espresso la volontà che alla sua morte dovesse essere sepolto nel giardino del castello accanto ai suoi 11 cani. Un re che avrebbe potuto chiedere di tutto ha fatto una scelta così umile, che carino.

Ora andiamo ai fatti… Qualche foto per farvi capire la grandiosità di quello che ho visto.

Questo è il Neues Palais, purtroppo in fase di manutenzione e restauro.

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Qui sotto invece una foto molto in bilico lungo la fontana ai piedi dell’Orangerie:

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La casa cinese del te è la costruzione che mi è piaciuta di più tra tutte: colori sobri in contrasto con l’oro messo in risalto anche dal tempo nuvoloso.

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E per finire il palazzo di Sanssousi:IMG_8793

Adoro questi parchi immensi, ma non dispersivi, pieni di angoli caratteristici: gira e rigira  ci si ritrova sempre davanti ad una magnificenza che sia naturale (come le tantissime piante) o architettonica.

E la cosa che più mi ha colpito è il fatto che un parco del genere sia così ben inserito nel tessuto cittadino. Per esempio, in un parco così non mi sarei mai immaginata di trovare proprio tante persone che fanno jogging con i propri cani, tornano dalla spesa, trascorrono la pausa pranzo ecc..

Ma noi visitatori in mezzo a questo parco veniamo completamente rapiti da tale bellezza che cerchiamo di catturare ogni istante, ogni spigolo d’oro, ogni profumo, ogni fiore, così da ricordarci di questo meraviglioso posto.

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