Aspettando Babbo Natale…

Ci siamo quasi.

Ancora quattro ore circa di attesa e sarà …Natale!

Fatemi controllare se è tutto pronto.

Il balcone è  stato allestito al meglio: il tavolino l’ho messo, la sedia pure. Tovaglia, coltellino, cucchiaio e forchettina ci sono.

Non dimentichiamoci della tazza con il suo ritratto che suona quando viene capovolta e del relativo piattino.

Il mio Babbo Natale ormai è avvezzo ad essere accolto sul balcone. I primi anni sono sicura che era alla ricerca di un camino o di qualcosa  di simile.

Io il caminetto non ce l’ho caro Babbo Natale. È per questo che non ti mostri mai a me? Se ti senti offeso e ti sfoghi con la povera Befana appesantendole, nel vero senso della parola, il lavoro facendole riempire la mia calza di carbone, spero che accetterai le mie scuse.

Ma forse tu a quest’ora della notte, mentre noi bimbi (e non più bimbi) dormiamo e ci riposiamo per il grande giorno, che da qui a poche ore arriverà, sarai stanco e delle mie astratte scuse non sai che farci, forse hai ragione. Così quest’anno non ti metterò sul piattino i soliti biscottini che ti avranno sicuramente stancato, ti delizierò con delle ricette golose che ti faranno cambiare idea su di me, e forse il mistero della tua vera identità riuscirò pure a svelarlo!

Questo Natale c’è qualcosa di diverso.

Ci sono io in cucina – certo non da sola: mamma mi affiancherà o io affiancherò lei questo è ancora da vedere – ma fatto sta che parteciperò attivamente!

Intanto voglio condividere con voi delle ricette preparate per addolcire il buon vecchio Babbo Natale.

Ho scelto dei dolci adatti da mangiare in piedi o magari mentre si gioca a carte, oppure seduti sul divano o impegnati in una tombola tra un ambo e una cinquina!

Attraverso le ricette di questo  brunch ci immergeremo nella cucina casalinga anglosassone, nelle calde e affollate baie della Svizzera e nei forni tradizionali di Dresda e Lipsia.

La domanda sorge spontanea: come mai una romana “de Roma” pensa a un brunch così nordico?

Dovete sapere che sono affascinata dalle tradizioni del nord Europa, e poi – diciamocelo – io di romano ho solo la nascita e la cittadinanza (e forse l’accento): mia nonna materna era delle Marche, mio nonno materno addirittura dell’Impero Asburgico (ma con radici tedesche a Magdeburgo), mio papà e i miei nonni paterni sono milanesi (con qualche ascendenza austriaca)!

Mi allettava pure preparare un mix di ricette milanesi e marchigiane, ma poi ho pensato ai miei nonni materni. Non ho mai avuto l’opportunità di conoscerli, di passare un Natale insieme a loro e penso che, se ora fossero qui, sarebbero felici di trovare una tavola imbandita con le ricette che meticolosamente si erano appuntati tra un viaggio e l’altro per il nord Europa. I miei nonni materni erano dei grandi viaggiatori. Pensate che si sono conosciuti al lavoro – mia nonna geologa, mio nonno nel servizio minerario -, un amore nato tra fossili e minerali e durato una vita intera, penso che sia molto romantico.

Ecco le ricette:

Quello che mi resta da fare ora è aspettare e sperare di cogliere, magari mentre addenta una fetta dello stollenBabbo Natale!

Ma secondo voi chi è questo Babbo Natale che nel bel mezzo della notte si alza, si mette la vestaglia, esce sul balcone al freddo e al gelo, addenta le delizie che preparo, si beve un po’ di latte, lascia qualche briciola per fare scena, all’occorrenza qualche regalo e se ne torna a letto?

… Mamma, papà o entrambi?!…

Auguro davvero a tutti di passare buone feste in compagnia di chi più amate e a cui volete bene.

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