Zuppa di cipolle (Soupe à l’oignon gratinée)

Per il programma di lettere, abbiamo appena incominciato a studiare il Decadentismo, uno dei più importanti movimenti di fine ottocento, nato per reazione al Romanticismo e al Naturalismo, e destinato a influenzare in maniera decisiva la letteratura del Novecento.

Nato in Francia, il Decadentismo esprime il disagio degli artisti, ma soprattutto quello dei Poeti  nei confronti di una società ormai sempre più basata sull’industria e sui guadagni provenienti da questo settore. I Poeti si accorgono di non avere più quella funzione di poeta vate ed, esuli sulla terra, iniziano così a ribellarsi con comportamenti stravaganti, eccessivi, frequentando le periferie, i sobborghi e abusando di droghe e alcol. Ieri abbiamo visto la personalità di alcuni grandi poeti come Charles Baudelaire, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Personaggi raffinati, considerati i dandy della società.

Quel periodo, sia storico, sia artistico, mi affascina molto. Escono le prime riviste di moda e attualità dell’epoca, che incominciano ad essere pubblicate in ampio numero, grazie allo sviluppo delle tecniche tipografiche, e diffondono il nuovo gusto. In particolare, il dandysmo mi ha sempre incuriosito; d’altra parte penso che fosse proprio questo lo scopo degli artisti dandy: incuriosire, destare stupore, essere guardati e magari, perché no, invidiati.

Ovviamente qui ci riferiamo ai dandy di una volta, veri dandy, raffinati, colti, inquieti, sempre alla ricerca di stramberie orientali da accostare senza pudore a statue classiche!

Così, durante la lezione, siamo passati a leggere qualche poesia come L’Albatro di Baudelaire, Vocali di Rimbaud, tutte poesie musicali, libere da ogni rigido formalismo retorico.

Mi hanno riportato indietro negli anni, ai tempi delle medie, quando studiavo francese – quanto mi piaceva! -, una lingua di per sé già fluida, musicale.

Per una concatenazione di associazioni (come facevano i poeti decadenti), mi è venuto in mente così un piatto semplice da preparare ma, al tempo stesso, raffinato, perché si basa su un gioco di equilibrio tra i vari ingredienti. Insomma, un piatto un po’ …dandy, non credete anche voi?!

Di questa ricetta vi è anche una versione non gratinata: la zuppa calda, viene cosparsa di gruyère grattugiato e servita subito, senza passare in forno.zuppa cipolle (16)

Ingredienti per 4 persone:
500 g di cipolle bianche
40 g di farina
80 g di burro
1 litro di brodo
100 g di gruyère tagliato a fettine sottili
4 fette di pane abbrustolite
sale e pepe q.b

Procedimento:

Sbucciate e affettate finemente le cipolle e fatele rosolare per qualche minuto nel burro.
Cospargete con la farina bianca e mescolate a lungo per stemperarla bene. Bagnate più volte con il brodo.
Mescolate e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti. Aggiungete sale e pepe se necessario.
Sistemate nei tegamini le fette di pan abbrustolite, versatevi sopra la zuppa, pepate abbondantemente e coprite con fettine di gruyère.
Passate in forno caldo e lasciate gratinare sino a che la superficie sarà ben dorata. Servite la zuppa caldissima

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. lericettedibaccos ha detto:

    Ottima!amo la soupe à l’oignon o meglio zuppa di cipolle perché pare che anche questo piatto sia stato importato in Francia da Caterina de’Medici quando si è sposata con Enrico II

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    1. Astrid ha detto:

      Grazie! Sono felice che ti piace.
      Hai ragione, sembra infatti che venisse cucinata in toscana già nel ‘500 e poi esportata in Francia da Caterina de’Medici.

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  2. sei una forza ragazza! 🙂

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    1. Astrid ha detto:

      Ti è piaciuta la zuppa dandy?! Grazie mille Elena! Le lezioni di italiano mi ispirano molto in cucina! 🙂

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  3. Terry ha detto:

    bello questo viaggio tra letteratura, storia e cucina! 🙂
    buona la zuppa di cipolle! 🙂

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    1. Astrid ha detto:

      Ciao Terry quest’anno ci sono molte cose interessanti da studiare (ora sono in treno per Torino e mi sto appassionando alle poesie di Giovanni Pascoli!)

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