Croxetti liguri con pesto di zucchine e frutta secca

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Diciott’anni fa, nel 1996, fui battezzata a Legnano, un comune in provincia di Milano, perché per la mia bisnonna Pina, la mamma della mia nonna paterna, sarebbe stato impossibile venire fino a Roma, così siamo saliti noi.

Da quel giorno, indovinate un po’, per la vita frenetica di tutti i giorni, per gli impegni scolastici e lavorativi dei miei genitori non abbiamo mai trovato l’occasione giusta per tornare con calma a Legnano.

Ma quest’estate non me lo sono fatto ripetere due volte; quando zio Roberto mi ha chiesto se volevo salire, avevo già stampato il biglietto dell’aereo. Così primi di settembre sono stata un po’ di giorni a Legnano.

Tralasciando il fatto che ho visto poco e niente per colpa della febbre e delle placche che mi hanno infestato la gola, mentre stavo su, ho trascorso dei bellissimi giorni in compagnia di zii e prozii che non vedo molto spesso purtroppo.

Un giorno, a pranzo, la zia Nuccia, a mio avviso bravissima in cucina, ha preparato il pesto con il basilico del suo giardino e ci ha condito la pasta, un tipo di pasta che non avevo mai visto: i croxetti!

croxetti liguri (1)

Questi dischetti simili all’ostia mi hanno subito incuriosito così mi sono fatta raccontare qualcosina di più anche grazie all’aiuto di Internet.

I croxetti,o anche detti corsetti o corzetti, sono una pasta tipica ligure che presentano sulla superficie una stampa realizzata tramite degli stampini in legno composti da due parti: una che ha la funzione di “timbro” e l’altra di forma cilindrica con una parte concava, che serve per tagliare la pasta. Le essenze di legno generalmente usate sono: pero, melo, faggio o acero.

Wikipedia ci dice che questo tipo di pasta era presente già nel medioevo, nell’epoca rinascimentale. Le famiglie nobili del tempo pare ordinassero ai loro cuochi di realizzare un tipo di pasta che riportasse il proprio stemma, tutto ciò con lo scopo di rammentare ai commensali l’importanza della loro famiglia e per riaffermare il proprio dominio sul territorio. Le incisioni erano solitamente differenti sulle due parti. Il nome deriva dall’immagine stilizzata di una piccola croce, una crocetta (“cruxetta“) con la quale veniva originariamente decorato un lato di questi medaglioni, da qui il nome “cruxettu“.

croxetti liguri (6)

Di solito vengono conditi con il pesto, la salsa di noci, di funghi o di pinoli. Tutte queste versioni sono ottime e sicuramente le proverò ma avevo già un’idea in mente che ho voluto provare e il risultato finale è stato una pasta cotta a puntino ben amalgamata al condimento costituito da zucchine, mandorle, pistacchi e noci; insomma un piatto eclettico costituito da diversi ingredienti e ognuno di loro è riuscito a contribuire per rendere questo piatto un’opera d’arte!

croxetti liguri (4)

Ingredienti per 4 persone:

320 g di croxetti

2 zucchine

30 g di noci

30 g di pistacchi

20 g di mandorle

Sale e olio q.b.

Procedimento:

Intanto che l’acqua, in una pentola, arriva a bollore, preparate il sugo verde: frullate tutti gli ingredienti nel mixer fino a creare una cremina, assaggiate e, se necessario, aggiungete del sale o un mestolo d’acqua di cottura. Una volta che l’acqua bolle, salatela e cuocete i croxetti per circa 15 minuti, scolateli e condite con il pesto di zucchine e frutta secca.
Condite i vostri croxetti e godetevi questo deliziosissimo piatto ligure nella veste che più gradite!

croxetti liguri (3)

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. crendina ha detto:

    che origini particolari…non ho mai assaggiato questo tipo di pasta, ma appena mi capita di andare in Liguria la cerco per cucinarla 🙂

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    1. Astrid ha detto:

      Si proprio particolari, io ne sono rimasta davvero affascinata! Chissà quante altre particolarità gastronomiche che esistono a me sconosciute!

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  2. Valentina ha detto:

    Ciao Astrid! Da quanto tempo… che bello rileggerti… grazie per essere passata da me, tesoro! Come stai? Bellissimo questo post e che dire della pasta, non la conoscevo, deve essere buonissima soprattutto condita così! Le foto sono bellissime ❤ Per i brownies ti ho risposto da me, il peso delle uova è sgusciate, esatto 😉 Un abbraccio grande grande e buona serata! ❤

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    1. Astrid ha detto:

      Oh Vale ciaoooo! Quei brownies saranno miei! eheh =)

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  3. labalenavolante ha detto:

    Ciao Astrid! Da quando mi sono trasferita in Liguria 2 anni e emzzo fa mi è capitato spesso di vedere questo tipo di pasta nei negozietti, ma ancora non ne conoscevo l’origine e tutta la storia! Mi ha molto incuriosito il racconto, anche delle tue origini 😉
    Appena finirò il periodo senza glutine proverò questa pasta, magari prendendo spunto dalla tua versione!
    Bacioni

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    1. Astrid ha detto:

      Ciao tesoro! Hai visto ti serviva una romana per approfondire l’origine di questa pasta così particolare!! ahah
      Come procede il tuo periodo senza glutine?

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      1. labalenavolante ha detto:

        ihihih in effetti… qui sta andando alla grande, quello che all’inizio era solo un esperimento ora sta diventando la mia nuova quotidianità. Ascoltando il mio corpo sento che sto sempre meglio, mi sento vitale, nonostante in questo periodo dell’anno solitamente mi prenda la fase metabolica da bradipo in letargo! Penso che finito il periodo di 3 mesi continuerò così, salvo qualche eccezione per pasta e pizza a casa di amici, se non ci fossero alternative! L’aspetto emotivo e conviviale legati al cibo sono comunque molto importanti!
        Sai che 2 weekend fa sono passata da Roma, ho mangiato in un posticino vegan dove cucinano stra bene, si chiama So What, al Pigneto, ci sei già stata? consigliatissimo!!!
        bacio

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      2. Astrid ha detto:

        Uuuu si lo conosco! Ma dai la prossima volta che passi sentiamoci! 🙂 Ti ammiro per quello che era nato con un esperimento, ci vuole sempre molta forza di volontà per i cambiamenti prima che diventino quotidianità! un bacione

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  4. Terry ha detto:

    Ma che bella pasta ricca di storia! Quando andró in Liguria non me la faró mancare! Tu l’hai condita egregiamente! Baci

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    1. Astrid ha detto:

      Grazie Terry, una pasta così andava condita a dovere!

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