La Pastiera a modo mio

Ormai è da molti anni che ho intrapreso questo mio viaggio nell’alimentazione vegetariana e posso dire, senza nessun problema o rimpianto, di stare bene, le mie analisi sono perfette e la mia vita è piena di cibi fantastici, finalmente sto bene con me stessa e credo veramente in quello che ogni giorno porto avanti. Sapete pure che ultimamente mi sto avvicinando alla cucina vegana per motivi etici in primis e poi di salute (limitare l’uso di formaggi e derivati vaccini non fa mai male, soprattutto se non si è certi della loro provenienza e produzione). Questa Pasqua inoltre ci sarà una novità; avrò a pranzo un’amica vegana doc e così tutto il menu sarà aperto alle sue esigenze, da golosa quale sono ho già iniziato a sperimentare la Pastiera e così voglio condividere con voi la mia ricetta!

pastiera vegana (1)

Parlando con alcuni amici è scaturito un dibattito sul fatto che i vegetariani e i vegani nel dare un nome alle loro ricette ricorrono frequentemente a nomi di pietanze che rimandano a quelle carnivore. Personalmente quello che mi interessa non è tanto il nome “formaggio vegetale” o “cotoletta” ma è semplicemente il fatto di poter variare la mia alimentazione e di godermi un bel panino con un burger di ceci, a prescindere dalla forma e dal nome!
Spero che concorderete con me che non cambia niente se la chiamiamo polpetta, agglomerato o composto sferico. Semmai quello che ci interessa è che sia buono, sano e nutriente, no?!

Credo che il fatto che molti alimenti vegan conservino una radice carnivora nel loro nome non significhi un voglio ma non posso, ma piuttosto di una soluzione linguistica che si riallaccia a una dieta ben più conosciuta. Inoltre va considerato il fatto che ci sono tantissime persone che si affacciano per la prima volta a questo stile di vita per cui utilizzare una terminologia più familiare aiuta a sentirsi meno disorientati!

In sintesi secondo me non è la terminologia a non essere etica, ma il modo in cui si è ottenuto un certo prodotto.

Certo, se poi volete che faccia salti pindarici per nominare questa benedetta Pastiera Vegana in un altro modo sarete accontentati. Ecco: beccatevi questo strepitoso guscio di pasta frolla senza uova e burro ripieno di crema di anacardi e mandorle!

La ricetta originale prevede l’uso della ricotta, come sostituirla? A questo ci pensano le mandorle e gli anacardi; una volta messi a bagno per una notte, non vi resterà che scolarli e frullarli e voilà ecco a voi la vostra ricotta! Potrete poi gustarla così al naturale dentro a un panino, come condimento di una pasta, o addolcirla con del miele, del cacao e così via!!

pastiera vegana (2)

Ingredienti per la pasta frolla:

300g di farina

100 g di zucchero di canna

70 ml di olio di semi

90 ml di latte vegetale (io ho optato per quello d’avena)

un pizzico di sale e di bicarbonato

la scorzetta di un limone

Ingredienti per la crema di anacardi e mandorle:

200 g di mandorle pelate

200 g di anacardi

50 ml di latte di mandorla

100 g di zucchero

scorzetta del limone

5 gocce di fiori d’arancio

Ingredienti per la crema di grano cotto:

450 g di grano cotto

scorza intera di un’arancia

200 ml di latte d’avena

70 g di canditi

Procedimento:

La sera prima mettere a bagno gli anacardi e le mandorle in acqua tiepida. Il giorno dopo preparare la pasta frolla unendo prima gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi. Formare una palla e lasciare in frigo per almeno mezz’ora. Preparare la crema di grano cotto versando in un pentolino tutti gli ingredienti e lasciate sobbollire a fuoco basso per almeno 25 minuti, fino a che non ottenete un composto cremoso. Prelevatene circa 150 g e frullatelo. Infine frullate gli anacardi e le mandorle con gli altri ingredienti e unite questa crema alla crema di grano cotto, aggiungete poi i canditi. Con un mattarello stendete la pasta frolla,  adagiatela nella teglia fino a coprirla; fatela appoggiare ai bordi e tagliate le estremità in eccesso. Riempite la frolla con la crema di grano e “ricotta vegan” che avete appena preparato facendo attenzione a distribuirla uniformemente in tutta la teglia. Con la pasta frolla in avanzo, formate le tipiche striscioline che adagerete ad intreccio sulla pastiera, quindi chiudete i bordi e infornate a 180°C per 60 min.

pastiera vegana (3)

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3 Comments Add yours

  1. Sono sconvolta: c’ha la faccia da pastiera vera e propria!!
    Me la fai assaggiare quando vengo?? XD

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    1. Astrid ha detto:

      Lo sai si che questa cosa detta da te ha un peso enorme per me? Grazie davvero delle tue parole! In realtà come prima volta sono molto soddisfatta, anche se so benissimo che la prossima volta le striscioline di pasta frolla le devo mettere meglio 😂😂
      Certo, la rifaccio in tuo onore!! 😍

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      1. Io sono sempre pronta a mangiare qualsiasi cosa, non mi faccio proprio scrupoli 😀
        Poi ho un cugino e un amico vegano, quindi mi piace cercare nuove ricette che possano essere adatte anche a loro (anche se l’amico vegano sta un attimo in Australia e non mangia i dolci 😂 )

        Liked by 1 persona

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