Cecinaccio: breve storia di un non castagnaccio

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Forse il titolo più appropriato dovrebbe essere una cosa del tipo “Triste storia di un Castagnaccio che voleva essere realizzato senza farina di castagne che divenne così un Cecinaccio, grazie all’intervento della farina di ceci”!

Una storia però a lieto fine dato che ho usato le mie due farine preferite: la farina di ceci smorza un po’ la dolcezza della farina di castagne e impone il suo sapore deciso. Ho scoperto inoltre che l’uvetta risalta ancora di più!

Il Castagnaccio già di per se nasce come ricetta umile, come un piatto povero (anche se mi dovete spiegare perché la farina di castagne costa un occhio della testa!) io l’ho fatto diventare veramente un castagnaccio senza dignità, sminuito così agli occhi trionfanti della farina di ceci!dav

Questa storia ebbe inizio questa domenica pomeriggio quando decisi di sistemare le piante del mio balcone; ho parecchie piante grasse che amo moltissimo, che riempio di cure e affetto, ognuna di loro ha una storia particolare. La mia preferita è il Myrtillocactus geometrizans crestatus, una pianta messicana che mi regalò un paio di anni fa mia mamma, pensate la primavera scorsa si ammalò per colpa della cocciniglia e io la portai di corsa dal fioraio come se stessi andando dal veterinario o da un pediatra!!

Finito il lavoro con le piante grasse mi sono spostata sulle piantine aromatiche, l’occhio mi cadde sul rosmarino, mai così rigoglioso fu, questi aghetti nel pieno del loro splendore dovevano essere usati, ed ecco che apparve una voglia lancinante di castagnaccio!

Preparai tutto l’occorrente:

uvetta? presa!

pinoli? presi!

farina di castagne? presa…oh no è poca!

Ormai i miei neuroni avevano già intercettato tutto l’apparato gustativo e il mio stomaco era pronto per l’assaggio finale, non potevo tirarmi indietro.

Chiesi un piccolo aiuto alla farina di ceci, lo confesso!

Vi pubblico qui sotto la ricetta originale del Castagnaccio, tra parentesi vi scrivo le dosi invece per il Cecinaccio casomai venisse anche a voi una voglia repentina di domenica pomeriggio di Castagnaccio ma vi accorgete di trovarvi in una condizione di  povertà assoluta!

Ingredienti per una teglia di 24 cm di diametro

300 g di farina di castagne (150 g di farina di castagne e 150 g di farina di ceci)

30 g di uvetta sultanina

40 g di pinoli

350 ml di acqua fredda

2 cucchiai di Olio extravergine di oliva

una bella manciata di aghi di rosmarino

Procedimento:

Tostate velocemente i pinoli in una padella antiaderente e fate ammorbidire l’uva sultanina in acqua fredda. Strizzate l’uvetta e togliete i pinoli dalla padella. Setacciate la farina di castagne in una ciotola e aggiungete l’acqua poco alla volta mescolando di continuo fino ad ottenere un composto non troppo liquido (se è troppo duro, aggiungere altra acqua al bisogno). Aggiungete pinoli e uvetta all’impasto e mescolate per bene. Ungete la teglia con l’olio, versate l’impasto e livellatelo per bene con il dorso di un cucchiaio. Cospargete con gli aghi di rosmarino, eventualmente con altri pinoli e uvetta, e lasciate cadere qualche goccia di olio in superficie. Infornate a 200° per 35-40 minuti , lasciando cuocere fin quando la superficie non sarà dorata e con qualche crepa.

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