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Farfalle con crema di chayote

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Fino a poco tempo fa ci avrei pensato due volte prima di servire a tavola un piatto di pasta accompagnato da un ortaggio di cui non conoscevo nulla, anzi non ero neanche convinta che fosse una verdura a tutti gli effetti, ma dopo essermi documentata su Internet mi era venuta proprio voglia di provarlo, di sentire la sua freschezza di cui tante persone parlano e  dopo averlo studiato come si deve l’ho tuffato in padella e ce lo siamo pappato tutto!

 

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Questa è la storia del Chayote, un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee originario del Messico ma diffuso soprattutto in Brasile e nelle isole limitrofe.

Il sapore a mio avviso è molto fresco e delicato; direi a metà tra la freschezza del cetriolo e la dolcezza della pera -, la consistenza si può paragonare a quella della patata.

Il chayote si può mangiare sia crudo che cotto e anche la buccia è edibile, basta togliere l’unico seme che si trova al centro.

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Ingredienti per 4 persone:

320 g di farfalle

2 chayoti

olio evo q.b.

sale e pepe q.b.

mezza cipolla rossa

Preparazione:

Pulite i chayoti (ma io la buccia l’ho lasciata), tagliateli a cubetti e saltateli con un filo d’olio e mezza cipolla per pochi minuti.
Intanto portate a ebollizione una pentola con l’acqua per la pasta.
Frullate parte dei chayoti e aggiungete un bicchiere di latte per dare più corposità.
Una volta cotta la pasta, scolatela e amalgamatela con la crema di chayote, aggiungete un pizzico di pepe a piacere.

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Zuppa di carote speziata

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Le misure da allarme meteo e la pioggia puntualmente arrivata avranno comportato per molti dei disagi – stazioni metro chiuse perché allagate, molti programmi saranno saltati in aria,  impegni rimandati -, ma per me, in tutta sincerità, questa giornata è stata salvifica, anzi di vitale importanza!

In questo primo mese di università ho capito cosa vuol dire non avere il tempo per preparare una ricetta, fotografarla e postarla.

Sarà che devo ancora prendere il ritmo, trovare il metodo di studio più appropriato e organizzarmi le giornate in modo da renderle fruttuose.

Così questa giornata uggiosa e piovosa mi è servita per mettermi in pari con lo studio ma, soprattutto, sono riuscita  a preparare una zuppa autunnale, cremosa e saporita che è riuscita a mettermi di buon umore e ha colorato questa mattinata.

Ogni volta mi sorprendo di quanto sono versatili e buone le carote, se poi si aggiungono le patate e le lenticchie rosse la bontà culmina alle stelle!

Io intanto vi lascio questa ricetta e spero di ricomparire al più presto!

zuppa di carote speziata (2)

Ingredienti per 4 persone:

una cipolla rossa di Tropea

500 g di carote

200 g di patate farinose

1/2 cucchiaino di cumino macinato

1/2 cucchiaino di cannella macinata

100g di lenticchie rosse

1 litro di brodo vegetale

Procedimento:

Pelate la cipolla e tagliatela a dadini. Pelate le carote e tagliatele a rondelle, e le patate a dadini.

Scaldate l’olio in una pentola, unite le spezie, le lenticchie e unite il brodo.

Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e continuate la cottura per 40 minuti circa, finché le verdure sono tenere e iniziano a disfarsi.

Usando un frullatore ad immersione frullate fino ad ottenere una crema omogenea. Servitelo con un una macinata di pepe nero e una spolverata di cumino in polvere.

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Il risotto viola che ha riportato mio papà indietro nel tempo

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Ed è solo quando mio padre si alza dalla tavola, facendosi forza sui pugni che ancora tengono stretti forchetta e coltello generando così un suono quasi severo, ed esclama: ” Ottimo!” che io mi sento totalmente soddisfatta di quello che ho preparato con tanto amore, cura e pazienza.

Ma oggi non mi ha fatto solo i complimenti per il buon pranzetto che gli ho preparato, ha aperto il suo cuore dicendomi una cosa bellissima tanto da farmi  tremare il mio dall’emozione!

E questa non è una cosa che capita spesso, anzi di solito è un papà che tende a chiudersi a riccio e magari certi suoi ricordi se li tiene per sé.

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Tutto è iniziato quando gli ho servito questo risotto al cavolo viola. Lo stavo guardando attentamente, vedevo la sua espressione – era totalmente assorto -, io morivo di curiosità, pendevo dalle sue labbra. Quando riaprì gli occhi il suo volto era cambiato: si era illuminato di una luce nuova, e così capii che era tornato indietro nel tempo (come sarebbe bello poterci tornare per davvero…) a quando da ragazzo partì  per Milano, dalla nonna, per studiare.

Ecco allora che, quasi a giustificarsi dell’estemporaneo abbandono, mi dice: “Mi ricorda proprio quando me lo preparava la mia nonna, la nonna Sina…”.

 

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Ingredienti per 4 persone:

 150 grammi di riso 

1 cavolo cappuccio viola 

1 spicchio d’aglio

 olio extra vergine d’oliva

 brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Coprite il fondo di una padella a bordi alti con un velo d’olio, aggiungete lo spicchio d’aglio schiacciato e mettete a scaldare a fuoco bassissimo inclinando leggermente la padella, per fare in modo che l’aglio sia completamente immerso e rilasci nell’olio tutte le sue proprietà. Lavate il cavolo cappuccio e tagliatelo a listarelle molto sottili. Quando l’aglio sarà bello dorato e un po’ croccante toglietelo dall’olio e aggiungete subito il cavolo cappuccio. Lasciatelo rosolare un pochino, poi aggiungete il riso facendolo tostare qualche minuto. Cominciate poi ad allungare con qualche mestolo di brodo vegetale. Man mano che l’acqua viene assorbita dal riso incorporatene un altro po’ (poca alla volta), mantecando continuamente; verso la fine aggiungete anche il sale, un pizzico alla volta, assaggiando fino a quando il sapore non salterà fuori. Quando il riso avrà raggiunto il punto di cottura che preferite levate dal fuoco, spolverate con il parmigiano e servite ben caldo.

Torta di nocciole

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E dopo queste tagliatelle, non potevo che fare la classica e inimitabile torta alle nocciole, una torta in perfetto stile autunnale, adatta alla prima colazione e ai primi freddi. Facilissima da preparare e, molto, molto buona, è una tra le torte preferite di mio papà.

La torta alle nocciole è una torta tipica piemontese, in particolare delle Langhe, è ottima sia gustata così al naturale, sia farcita con panna, crema al burro o un bel quadrotto di cioccolata fondente!

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Ingredienti:

200 g di nocciole già sgusciate

250 g di farina bianca

250 g di zucchero

150 g di burro sciolto

3 uova

1 bustina di lievito in polvere

5/6 cucchiai di latte

Procedimento:

Accendete il forno a 180°, mettete le nocciole sulla placca e passatele nel forno caldo per una decina di minuti. Toglietele e, quando saranno fredde, strofinatele fra le mani, in modo che perdano la pellicina, poi tritatele finemente nel tritatutto. Setacciate la farina con il lievito. Sbattete a lungo in una terrina i tuorli delle uova con lo zucchero, quindi versatevi lentamente il burro sciolto a lieve calore. Unite infine a poco a poco la farina e le nocciole tritate. Mescolate in continuazione e aggiungete il latte. Quando il composto sarà bene amalgamato, montate a neve soda le chiare e unitele al composto. Versate tutto nella tortiera imburrata e leggermente infarinata e cuocete la torta in forno caldo per circa quaranta minuti. Lasciatela intiepidire prima di servirla in tavola.

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Con questa ricetta partecipo al contest, su noci e nocciole nella categoria dolci, di Terry,Marzia, Federica e Luna!

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Tagliatelle con nocciole e robiola

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Da ben 5 mesi Terry insieme a Marzia, Federica e Luna sui loro rispettivi blog portano avanti una rubrica che trovo davvero interessante. Si tratta di StagioniAMO che, con cadenza mensile, propone di volta in volta uno specifico ingrediente di stagione e il rispettivo menù che lo vede protagonista.

Come loro, anch’io ogni giorno scelgo prodotti di stagione ma soprattutto faccio attenzione alla provenienza, preferendo quindi i prodotti locali per così tanti motivi come ci elenca Terry:

  • “I prodotti di stagione costano meno
  • Sono migliori a livello organolettico e energetico
  • Non contengono conservanti e antimicrobici (ancor meglio se scegliamo bio)
  • Ogni stagione ci regala frutti che ci danno una mano per affrontarla al meglio, inprimavera abbiamo erbe depurative e drenanti e depurativi come il tarassaco o i carciofi; l’estate ci offre frutta e verdura ipocalorica e ricca di acqua, per tenerci idratati; l’autunno porta castagne, patate, cavoli, pere, alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati per preparaci all’inverno; l’inverno infine ha frutti ricchi di vitamina C, immunostimolanti e antiossidanti come gli agrumi e le crucifere (la famiglia dei cavoli) per darci energia e proteggerci dalle malattie da raffreddamento.
  • Sul piano ittico poi rispettare la stagionalità del pescato aiuta a preservare specie a rischio estinzione a di conseguenza la loro riproduzione.”

Così questo mese le ragazze hanno lanciato un contest che vedono protagoniste le noci e le nocciole. Le nocciole sono un ottimo snack da consumare a colazione o a merenda, in alternativa ai prodotti confezionati. In cucina vengono utilizzate per ricette sia dolci che salate.

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Le nocciole, insieme alle mandorle, sono tra i frutti più ricchi di vitamina E, infatti 100 grammi di nocciole ne contengono circa l’86 % . Contengono inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie.

Contengono grassi insaturi, buoni, in grado di abbassare i livelli del colesterolo “cattivo”,LDL. Inoltre presentano un buon contenuto di ferro, magnesio e manganese, garantendo così un’ ottima salute delle ossa e delle articolazioni.

Oltre ad essere ricche ti vitamina B1 (tiamina), B2 ( riboflavina), B3 (niacina) e B9 (acido folico), noci e nocciole contengono alti livelli di sali minerali, preziosi per il nostro organismo.

Ma noci e nocciole, come del resto tutta la frutta secca, non sono ottime solo in cucina, ma anche per la cura della bellezza; infatti dalle nocciole si ricava un olio ricco di grassi insaturi e di vitamina E’ utile per prevenire la disidratazione, l’invecchiamento della pelle e per rinforzare i capelli. Inoltre ha proprietà emollienti e tonificanti che lo rendono utile per la cura della pelle e per i massaggi.

Ma ora passiamo alla ricetta che ho scelto per partecipare al contest, nella categoria Primi piatti: si tratta di un primo davvero gustoso, delicato grazie alla presenza della robiola, e saporito.

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Ingredienti per 4 persone:

320 g di tagliatelle

50 g di nocciole

1 cucchiaino di pangrattato

50 g di robiola

sale q.b.

Procedimento:

Tritate le nocciole grossolanamente e fatele tostare in padella con il pangrattato, mescolando ripetutamente. Lessate la pasta in acqua salata. Intanto in un una terrina riducete a crema la robiola con poca acqua di cottura della pasta e aggiungete le noci. Scolate la pasta e unitela alla crema di robiola e noci.

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Muffin integrali alle more

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Dopo il plumcake, i muffin sono al secondo posto nella classifica dei miei dolci preferiti per colazione e merenda.

Che siano con il burro o con l’olio, hanno sempre il loro perché. Soffici e fragranti, i muffin sono davvero facili da preparare e versatili. Buonissima è la versione con le banane che rendono l’impasto di una morbidezza unica. Con la frutta secca, specialmente con mandorle o noci, oppure anche salati, sono irresistibili.

Oggi però ho sperimentato i muffin alle more, scelti per onorare le ultime more raccolte sabato scorso ad Orvinio.

Il profumo inebriante di questi muffin si è sparso in tutta la cucina e nelle camere limitrofe… Ovviamente ho dato un morso al muffin (presentato qui sotto) soltanto per dovere di cronaca, mica perché mi stava tentando!

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Ingredienti:
250 g di yogurt naturale
100 ml di olio vegetale
2 uova
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
200 g di farina integrale
80 g di farina 0
2 cucchiaini colmi di lievito in polvere
400 g di zucchero di canna
250 g di more

Procedimento:
Riscaldate il forno a 180°. Amalgamatelo yogurt con l’olio, le uova e l’estratto naturale di vaniglia in una terrina.
Setacciate la farina con il lievito e unite lo zucchero e le more lavate e ben asciutte. Rimestate leggermente in modo che le more si infarinino e si distribuiscano omogeneamente tra gli ingredienti secchi. Unite il composto a base di yogurt agli ingredienti secchi e amalgamateli. Versate il composto a cucchiaiate negli stampi per muffin. Infornate per circa 25 minuti, finché sono dorati e uno stuzzicadenti infilato nel centro esce pulito.

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Biscotti ripieni alle more senza burro e uova

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Dopo aver fatto il plumcake al latte e more, ho optato per questi biscotti che mi hanno subito conquistato non solo per la loro semplicità, ma soprattutto per la loro bontà!

Una pasta frolla davvero easy da preparare, fragrante e leggera, che racchiude un delizioso cuore di confettura di more, preparata al momento.

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La ricetta è della dolcissima Stefy, io l’ho seguita senza apportare drastiche modifiche, ho semplicemente sostituito la frumina con la farina integrale e la farina manitoba, che non uso, con la farina O biologica.

Ingredienti:

150 gr di farina O biologica
80 gr di farina integrale
100 gr di zucchero di canna
100 ml di latte di soia
60 gr di olio di semi
1 cucchiaino raso di lievito
150 gr di more di rovo
succo di limone
30 gr di zucchero di canna

Procedimento:

Mescolate le farine, il lievito e lo zucchero. Poi aggiungete il latte e l’olio. Non spaventatevi se il composto risulta un po’ appiccicoso, lavoratelo brevemente e formate una palla con l’aiuto di altra farina, ricoprite con la pellicola trasparente e mettete a riposare in frigo per almeno 1 ora.
Lavate le more e mettetele in un pentolino con del succo di limone e lo zucchero e fate cuocere per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto affinché non bruci. Poi fate raffreddare.
Prendete l’impasto e stendetelo con un mattarello, aiutatevi sempre con altra farina, formate dei dischetti e riempiteli con la salsa alle more, chiudete i lati con l’aiuto della forchetta.
Mettete in forno, preriscaldato, a 180° per 15/20 minuti.

A questo punto sfornateli e, se non volete spazzolarli in un batter d’occhio, meglio che cambiate stanza, a meno che non siate persone dotate di grande forza di volontà!

Io non ho resistito, mi sono immolata come cavia e ho assaggiato uno di questi fantastici fagottini fragranti.

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Che ve lo dico a fare? …una vera delizia!