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Piadine integrali all’olio

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Scorrendo i post estivi del mio blog si può notare una preferenza per i dolci, ma in verità io sono una golosona soprattutto per tutto ciò che riguarda pasta, pane e pizza, ovviamente il bis è per me d’obbligo. Non disdegno nemmeno i dolci però un bel piatto di lasagna o una parmigiana vincono anche sulla torta più buona del mondo!

Poi ci stanno quei giorni in cui noi donne siamo inondate di voglie e allora apriamo gli occhi e sappiamo cosa dobbiamo fare: cucinare ciò di cui abbiamo voglia!

E in questo caso piadine, morbide e fragranti piadine da farcire sia con condimenti salati che dolci. Queste piadine sono perfette per una cena tra amici organizzata all’ultimo o per un pranzo fuori casa. Senza lievito e strutto, solo un po’ di olio e farina integrale.

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Ingredienti per 14 piadine:

400 g di farina ( io ho usato metà integrale e metà 0)

4 cucchiai di crusca

1  bicchiere riempito per 2/3 di acqua e 1/3 di latte vegetale

1 dito di olio

 1 pizzico di sale

1 pizzico di curcuma

Procedimento:

Mettete la farina in una ciotola, aggiungete la crusca, la curcuma, il sale e versate i liquidi. Cominciate ad impastare fino a raccogliere tutta la farina della ciotola.

Una volta ottenuto un impasto morbido e compatto aggiungette poco per volta l’olio. Mano a mano che aggiungete l’olio, l’impasto diventerà sempre più elastico ed omogeneo.Lavorate bene l’impasto, anche quando vi risulterà formato, voi lavoratelo per circa 10 minuti. Fatelo riposare in una ciotola sigillata con la pellicola trasparente, per mantenerlo umido per un’ora, anche mezz’ora va bene.

Accendete il fuoco e fate scaldare bene la padella e nel frattempo dividete l’impasto in tante palline quante piadine volete realizzare. La quantità dipende molto dalla grandezza che volete dare alle vostre piadine.

 Cominciate a stendere l’impasto in sfoglie tonde e sottili. Una volta che la padella sia rovente, adagiate la sfoglia delicatamente facendo attenzione a non formare delle pieghe. Dopo pochi secondi la piadina si gonfierà, una volta che prende un po’ di colorito giratela dall’altro lato.  Vi accorgerete visivamente quando la piadina avrà raggiunto il giusto grado di cottura.

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Presa dall’ispirazione ho servito le mie piadine con uno spezzatino di seitan e pomodori cotti nel latte di cocco e riso bianco, devo dire che è uscita fuori una cenetta fusion molto gustosa!

 

Dolcetto crudista alle bacche di Goji

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Come vanno le vacanze?

Vi siete abbronzati o invece sfoggiate ancora il pallore della luna?

Io sono riuscita ad andare al mare più o meno sette giorni in due mesi, tra un giorno di riposo e l’altro, però un po’ di sole sono riuscita a prenderlo.

Come passerete Ferragosto?  Io andrò due giorni in montagna nelle Marche a respirare aria buona, a fare lunghe passeggiate nel verde e a mangiare tante prelibatezze!

Ma prima di assentarmi volevo lasciarvi un dolcetto estremamente facile, fresco, vegano e  crudista, per forza di cose in quanto mi si è rotto il forno!

Presa dall’ispirazione e dall’ammonimento di mia madre nel controllare quali prodotti era bene cucinare prima per non trovare, al nostro rientro a settembre (presto vi svelo dove andremo), spiacevoli coinquilini ho versato nel frullatore bacche di Goji, mandorle, anacardi, pinoli e molto altro! (Praticamente il criterio mooolto scientifico è stato: finire tutte le confezioni aperte…)

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Ingredienti per la base:

40 g di anacardi

100 g di mandorle

30 g di pinoli

30 g di bacche di goji

30 g di cocco rapè

1 pizzico di sale

10 g sciroppo agave

2 cucchiai di acqua o latte vegetale

Ingredienti per la crema di cioccolato e bacche di goji:

5 cucchiai di bacche di goji

150 ml di latte di soia

1 cucchiaino di agar agar

1 cucchiaio di succo di limone

1 cucchiaio di sciroppo d’agave

cacao amaro in polvere

Procedimento:

Iniziate preparando la base versando tutti gli ingredienti secchi nel frullatore e per ultimi quelli liquidi cosi da regolarvi con le quantità. Dovete ottenere un composto compatto e morbido facile da lavorare. Stendete la base, con le mani inumidite di acqua, nello stampo in silicone o coperto da carta forno. Lasciatelo in freezer per almeno 2 ore. Preparate ora la crema al cioccolato e Goji portando a bollore le bacche con l’acqua o il latte vegetale. Unite il succo di limone, lo sciroppo d’agave e il cacao. Aggiungete l’agar agar e una volta che il composto è diventato più compatto spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Una volta raffreddato versatelo sulla base e riponete ancora in freezer.

Buon ferragosto a tutti!!

 

No-bake orange coconut cream tart {vegan, gluten-free, refined sugar-free}

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Eccomi di nuovo qui, non mi sono scordata della promessa che vi avevo fatto nel precedente post!
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La crostata di cui vi parlerò oggi è vegana, crudista, senza zucchero raffinato e adatta per chi è intollerante al glutine!
L’unico ingrediente che vi servirà in abbondanza è il tempo: gli anacardi hanno bisogno di stare in ammollo in acqua fredda per ammorbidirsi: la  base necessita di almeno 4 ore in frigo per compattarsi e la crema al cocco non è da meno!
Nella sua ricetta, Alanna usa i limoni, io ho preferito dare alla mia crostata un sapore più delicato usando delle arance, ovviamente voi potete scegliere l’agrume che più preferite!
Questa crostata mi ha sbalordito per la sua estrema facilità. Di solito mi trovo a procrastinare diverse ricette (non avete anche voi delle ricette salvate tra i “preferiti”  che immancabilmente finiscono nei meandri del dimenticatoio?) ma con questa è stato diverso, ho sentito fin da subito che ci stava qualcosa di speciale in lei!
Gli ingredienti sono tutti facili da reperire nei negozi, io ho trovato tutto da NaturaSì.
Nel tradurre la ricetta originale mi sono confusa e invece di usare 320 ml di latte di cocco ne ho usati 160: ora capisco perché mi è venuto un topping un po’ più risicato rispetto a quello di Alanna, la prossima giuro che abbondo!
Ricordatevi di scegliere il latte di cocco full fat contenente all’incirca 80% di cocco e 20% di acqua.
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Ingredienti:
Base:

160 g mandorle a lamelle

40 g farina di cocco

un pizzico di sale

30 ml sciroppo d’acero

Crema:

230 g di anacardi tenuti a bagno in acqua fredda per una notte intera

2 cucchiai di semi di chia finemente tritati

145 ml di sciroppo d’acero

la scorzetta e il succo di 2 arance

1 cucchiaino di curcuma (opzionale, per il colore)

60 ml di acqua fredda

180 ml di olio di cocco extra vergine riscaldato e raffreddato

Topping:

320 ml latte di cocco tenuto in frigo per una notte intera

un cucchiaio di sciroppo d’acero

½ cucchiaino estratto di vaniglia

frutta per decorare

 Procedimento:
Base:

Frullate nel mixer le mandorle, la farina di cocco e il sale. Aggiungete lo sciroppo d’acero fino a  farlo amalgamare agli altri ingredienti. Aiutandovi con le dita pressate la base nello stampo e riponete in freezer.

Crema:

Scolate e asciugate gli anacardi. Versateli nel mixer con i semi di chia, lo sciroppo d’acero, le scorzette dell’arancia e il succo, la curcuma e un pizzico di sale. Miscelate a velocità bassa, gradualmente aumentatela e aggiungete pian piano l’acqua. Miscelate ad alta velocità per circa 2 minuti, fino ad ottenere un composto liscio e corposo. Aggiungete l’olio di cocco e miscelate fino ad integrarlo al composto. Versate la crema sulla base e riponetela in freezer fino a che non solidifichi.

Topping:

Tirate fuori la lattina con il latte di cocco che ormai si sarà solidificato, rimuovete la parte solida stando attenti a non versare nel mixer anche quella liquida che non serve. Aggiungete lo sciroppo d’acero, l’estratto di vaniglia e frullate fino a che il composto non risulti uniforme, cremoso e legato. Versate il topping sulla crostata e riponete il tutto in freezer per un’altra mezz’ora prima di servirla con frutta fresca!

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Crema raw di anacardi all’arancia

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Eccomi finalmente qui sul blog con una nuova ricetta di cui vado particolarmente fiera e vi svelo subito il motivo: è da qualche mese ormai che in cucina sperimento sempre più dolci e ricette vegane, e la mia passione per questa cucina alternativa cresce sempre in proporzione. Girovagando sul web ho trovato un blog, che per me è stato di grande ispirazione, Bojon Gourmet di Alanna. Infatti vi ho trovato una ricetta P A Z Z E S C A e con tutte le mie forze mi sono buttata a capofitto nella sua realizzazione.

Si tratta di una crostata vegana e crudista al cocco, fresca e leggera, ma di questa vi parlerò prossimamente perché oggi voglio concentrarmi su questa crema crudista che, sì, compone la torta – precisamente è la crema che poi andrà versata sulla base -, ma che si può anche gustare così, semplicemente dopo averla messa qualche oretta in frigo!

Non conoscevo l’uso degli anacardi per la preparazione di creme e ho scoperto che una volta frullati ci permettono di realizzare deliziose mousse, hummus, creme e condimenti per la pasta!

Niente zucchero, per dolcificare solo sciroppo d’acero. Niente burro e uova, una ricetta perfettamente vegana e crudista!

I semi di chia, una volta tritati, quasi a farli diventare farina, sprigionano il loro potere addensante, io sono rimasta di stucco davanti a questa magia!

L’olio di cocco aiuta a rendere il composto più fluido e corposo, oltre a donare un sentore esotico!

Completato con frutta fresca di stagione e una spolverata di cannella questo dessert è pronto per essere gustato al meglio!

Passiamo alla ricetta:

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Ingredienti:

230 g di anacardi tenuti a bagno in acqua fredda per una notte intera

2 cucchiai di semi di chia finemente tritati

145 ml di sciroppo d’acero chiaro

la scorzetta e il succo di 2 arance

1 cucchiaino di curcuma (opzionale, per il colore)

60 ml di acqua fredda

180 ml di olio di cocco extra vergine riscaldato e raffreddato

Procedimento:

Scolate e asciugate gli anacardi. Versateli nel mixer con i semi di chia, lo sciroppo d’acero, le scorzette dell’arancia e il succo, la curcuma e un pizzico di sale. Miscelate a velocità bassa, gradualmente aumentatela e aggiungete pian piano l’acqua. Miscelate ad alta velocità per circa 2 minuti, fino ad ottenere un composto liscio e corposo. Aggiungete l’olio di cocco e miscelate fino ad integrarlo al composto. Tenete il composto in frigo per almeno 4 ore, se non per tutta la notte.

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Sfoglie di cioccolato al cocco

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Oggi torno qui sul blog con una ricetta estremamente facile, è una di quelle non-ricette come dice una mia amica, ancora devo capire cosa intende; ho capito benissimo invece cosa vuole dire quando ammette di essere una c(i)occo-addicted, tant’è che queste sfoglie di cioccolato al cocco le ho fatte proprio per mettere a dura prova la sua forza di volontà nel non spazzolarsene tutte…beh è finita che la sua forza di volontà di fronte a questa accoppiata, di cui lei ne è ghiotta, se ne è andata in vacanza!

Mio padre quando mi ha visto sciogliere il cioccolato per poi ricomporlo avrà pensato che il caldo mi ha dato alla testa ma in verità poter creare cioccolatini o sfoglie di cioccolato con gli ingredienti che più mi piacciono è un’attività che mi diverte tantissimo!

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Ingredienti per 6 persone:

120 g di cioccolato fondente

1 cucchiaio di cocco essiccato

 semi di un baccello di vaniglia

Procedimento:

Tritate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria con i semi di vaniglia. Lasciatelo raffreddare e incorporatevi il cocco essiccato. Disponete un foglio di carta forno su una teglia, versate il cioccolato a cucchiaiate e livellatelo con il dorso del cucchiaio fino a ottenere sfoglie sottili. Cospargete con altro cocco essiccato e lasciate raffreddare in frigorifero.

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Estate 2016: vi svelo la mia

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C’è un luogo, non troppo lontano da casa mia, che mi ha rubato buona parte del mio cuore.

Non dico tutto, ma buona parte, perché sarebbe un’ingiustizia agli occhi di tutti gli altri posti che ho visto.

Quando mi trovo in questo luogo sono in pace con me stessa, dentro e fuori, mi sento finalmente completa.

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Di viaggi fortunatamente ne ho fatti parecchi e nei miei occhi scorrono come foto di una lunga pellicola tanti bei posti visti; non potrei mai scordarmi della mia bella e tremendamente contraddittoria  Africa con quel sole che sembra esplodere, di un rosso fuoco cocente come pochi. Un posto speciale è riservato anche alla Jamaica, ho avuto la fortuna di visitarne la capitale, Kingston, forse ero ancora troppo piccola per capire l’espressione degli amici e conoscenti quando esprimevano il loro stupore, ma soprattutto ero ancora troppo bimba per capire l’essenza di quella città, tristemente pericolosa altamente misteriosa e contemporaneamente avvolta da tanta bellezza quale è la natura.

Ho da sempre nutrito una predilezione per i posti di mare, praticamente ci sono nata tra le onde e già da maggio aspettavo con trepidazione la fine della scuola per potermici ricongiungere. Avere una casa al mare e andarci con la propria famiglia per me era la felicità. Quei tre mesi di mare con amiche, genitori e nonni per me rappresentavano il più bel dono immaginabile. Non è solo il mare che mi rapisce, è l’atmosfera in se, è svegliarmi presto e percepire l’aria fresca che fa tentennare le tendine della mia camera, fare colazione in terrazza e ancora con il boccone in bocca infilarmi il costume per scendere subito in spiaggia. Fin da piccola era un’impresa tenermi a letto, se vedo il sole mi alzo. Le giornate devono per forza iniziare con la luce. Non posso mica dormire e perdermi il primo momento più bello dell’estate: le camminate di mattina presto in riva al mare, quando ancora la vita marittima di chi sta in vacanza deve iniziare, quando l’acqua è cristallina. Il secondo momento più bello dell’estate è il tramonto in riva al mare. Ho scoperto, così, che non serve andare in capo al mondo per riempirsi ogni vena di questa meraviglia. Perché a me basta il  mio mare e il suo tramonto che invade ogni parte di me e mi fa sentire tanto piccola di fronte a cotanta bellezza.

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Si è vero, sono ingorda di viaggi, un’avida collezionista di bei posti. Bei posti che appaiono tali ai miei occhi; io non vado alla ricerca di mete chic giusto per farmi ganza sui social, io vi sto raccontando del mio tramonto, che mi ha stregato e che continuerà a stregarmi per tutta la vita a 60 kilometri da Roma.

Riconosco di essere una ragazza estremamente sensibile ed emotiva, e devo far tesoro di queste due caratteristiche e, per farlo, le porto con me durante i miei viaggi, durante le mie piccole pause dal lavoro e dallo studio.

Il mare di Ladispoli non sarà mai cristallino e la sabbia non sarà mai chiara.  Ma alla domanda che mi hanno posto qualche tempo fa: “Astrid dove vuoi andare al mare durante le ferie?” la mia risposta è stata: “A Ladispoli”. Potevo scegliere qualche meta più gettonata, magari verso la Toscana, ma quest’anno ho bisogno di riscoprire la mia infanzia, di ricostruire un contatto con la mia sabbia nera, le mie onde e il mio tramonto che mi hanno sempre fatto vivere delle estati cariche di gioia ma anche di tanta tristezza quando, a settembre, era il momento di tornare in città.

Sono stata da sempre molto nostalgica, e attaccata a tante piccole cose che hanno reso la mia vita meno amara. Ormai sono solo bei ricordi i tre mesi che passavo al mare, è da sette anni che non vivo più l’estate in quel modo. Si cresce e la vita ti mette di fronte a tante scelte e a tante dure verità. Non sapete quanto darei per passare una settimana con i miei genitori al mare e portarli a vedere questo tramonto. Il tempo sta passando troppo velocemente e, sento che, dietro di me sto lasciando troppi desideri incompiuti, emozioni represse che aumentano solo la mia malinconia e ingigantiscono il divario tra passato e futuro.

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Aspetto così la fine di agosto per godermi la mia settimana di mare e tramonti a Ladispoli. Ma un altro viaggio, prima della mia pausa al mare, mi aspetta non vi svelo subito la meta, però vi lascio un piccolo indizio: da Roma dista circa 9.874 chilometri!

Grano integrale con piselli e crema di tofu e ceci

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Belle, calde e lunghe giornate, sole, mare, lunghi bagni a mollo per ore e e passeggiate, alba e tramonto, onde e calma piatta. Non ci sta nulla da fare io ho un rapporto indissolubile con il mare, e con l’estate. E adesso che è agosto riesco già a percepire che si sta allontanando.

Incredibile come le giornate si siano già accorciate, ogni anno questo fatto mi apporta non poca tristezza, forse non mi ci abituerò mai e così andrò a vivere in un posto dove il sole tramonta tardi, fa sempre caldo e si sta tutti i giorni al mare.

I miei sogni sul futuro disegnano sempre lunghi viaggi in posti esotici, in posti nascosti da visitare, dove conoscere gli usi e i costumi del posto, in esperienze all’estero e tante altre avventure in giro per il mondo. 

Ma qualche volta devo tornare con la testa sulle spalle e forse si è anche fatta ora di preparare il pranzo, poco tempo?  Nessun problema, azzittiamo subito le fitte della fame con un piatto sano, completo, vegetale e fresco: il Grano integrale con crema di tofu e ceci!

Da quando ho scoperto quanto è buono il tofu strapazzato in padella non riesco più a farne a meno, per non parlare del tofu frullato con i ceci! Ho arricchito il piatto con molte erbe aromatiche, spezie e i piselli, ovviamente voi potete condirlo con ciò che preferite!

La crema di tofu e ceci è perfetta per condire pasta, riso e timballi.

Provatela anche  sul pane bruschettato con sopra pomodorini e basilico!

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Ingredienti per 4 persone:

280 g di grano integrale

due panetti di tofu

una scatola di ceci

una scatola di piselli

un paio di cucchiai di salsa di soia

spezie a piacere io ho usato curcuma e curry

Procedimento:

Cuocete il grano in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione e nel frattempo preparate il tofu strapazzato: in una ciotola rompete, anche con le mani, un panetto di tofu, aggiungete due cucchiai di salsa di soia, i piselli e le spezie. Lasciate che il tofu si insaporisca. In una padella antiaderente versate il tofu strapazzato con i piselli e fateli rosolare. Intanto con il frullatore ad immersione frullate i ceci con il panetto di tofu restante, aggiungete spezie a piacere e un altro cucchiaio di salsa di soia. A questo punto scolate il grano e aggiungetelo nella padella con il tofu strapazzato. Io ho servito l’orzo alternandolo con la crema di ceci e tofu, potete anche unire tutto direttamente!