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Biscottoni ripieni con mele e noci

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Se avete letto attentamente la mia presentazione, e sono certa che lo avete fatto…vero?!! ricorderete senza problemi che tra le mie tante passioni vi è quella di collezionare, instancabilmente, le scatole di latta.

Scatole di tutte le forme, di tutte le fantasie, pure un po’ ingiallite e ammaccate dal tempo. Anzi più sono particolari e vissute e più attirano la mia curiosità.

Per onorare la mia nuova scatola di latta, oggi, vi propongo dei biscottoni deliziosi, friabili e facilissimi da preparare.
Dal sapore delicato questi biscotti racchiudono al loro interno la dolcezza delle mele e la croccantezza delle noci, avvolte a loro volta dall’aroma inebriante delle spezie,  che spanderanno un profumo fantastico nella vostra cucina durante la cottura.
La particolarità di questi biscotti risiede nel contrasto tra l’involucro friabile e neutro ed il ripieno morbido e speziato.
Con queste dosi otterrete all’incirca 18 biscottoni, nulla vieta di usare stampini più piccoli e realizzarne una quantità maggiore.
biscotti ripieni noci mele (1)
Ingredienti:

Per la frolla:

100g di burro

100g di zucchero

1 uovo

220g di farina

scorza grattugiata di un limone

1 cucchiaino di lievito per dolci

un pizzico di sale

Per il ripieno:

3 mele sbucciate e grattugiate grossolanamente
succo di un’arancia appena spremuta
4 cucchiai di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
120 g di gherigli di noce tritati grossolanamente
Procedimento:
Setacciate la farina ed il lievito in una ciotola capiente, unite il burro ed il sale e lavorate con la punta delle dita finché il composto non assomiglia a grosse briciole. Aggiungete l’uovo, la scorzetta del limone e lo zucchero mescolando delicatamente ed amalgamate fino ad ottenere un panetto. Avvolgetelo in un foglio di pellicola e riponetelo in frigorifero per 30 minuti.
Nel frattempo preparate il ripieno mettendo le mele, il succo dell’arancia e lo zucchero in un pentolino e cuocete a fuoco basso, rimestando, per far evaporare tutto il liquido. Togliete dal fuoco ed unite mescolando le spezie e le noci.
Preriscaldate il forno a 180° e rivestite con carta forno due placche. Stendete l’impasto e aiutandovi con un coppapasta ricavate quanti più dischi possibile, ponetevi al centro un cucchiaio scarso di ripieno e richiudete con un altro dischetto. Disponete i biscotti sulle teglie ed infornate per circa 15 minuti, finché non sono dorati.
Una volta intiepiditi, spolverizzare a piacere i biscotti con zucchero a velo e cannella.
biscotti ripieni noci mele (2)
Come dice la nostra scatola di latta dove c’è tè ci sono anche biscotti e dato che tra poco è l’ora del tè non fatevi trovare impreparati e iniziate a sfornare questi fantastici biscottoni!

Involtini di verza ripieni con crema di barbabietola e fagioli cannellini

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Sono di nuovo alle prese con i malanni di stagione: in pratica, facendo un “toto-malanni” non vi è un mese in cui non mi prendo il mal di gola o la febbre.

Le cause potrebbero essere parecchie: aria condizionata, sbalzi caldo-freddo, la mia dose giornaliera di …svampitaggine, e forse, e dico foooorse, contribuisce il fatto che mi ostini ad andare in giro con un giacchetto primaverile!

Ma certo che ci ho pensato a comprarmi un cappotto invernale! Che vi credete? Sarò pure svampita, ma non fino a questo punto! La questione non è così semplice: i cappotti che ho provato finora non mi soddisfanno e nessuno raggiunge la mia concezione di cappotto. Dovete sapere che io sto cercando ardentemente un montgomery rigorosamente rosso, lungo, caldo e ben fatto, con il cappuccio, le tasche larghe e con gli alamari.  Ecco. Babbo Natale so che mi stai sentendo, ti prego non mi ignorare e fammi questo regalo, però non farmi aspettare fino al Natale prossimo, facciamo così: fammelo trovare dentro a un uovo di pasqua. Anche qui, una piccola accortezza, deve essere rigorosamente un uovo di cioccolato fondente.  Mmmmh… avrò finalmente il mio montgomery rosso al profumo di cioccolata fondente! Ora sì che mi sento meglio!

 

Scusate, mi sono persa nei sogni… Ah, giusto stavamo parlando dei malanni di stagione che per il momento sto curando con spremute d’arancia, centrifughe e pozioni varie ed eventuali del mio erborista.

Ma oggi l’intingolo fortificante e rinvigorente l’ho preparato io servendomi di cavolo verza, barbabietola rossa, tante spezie e fagioli cannellini. Pochi ingredienti, zero grassi e cottura al vapore grazie al mio cestello in bambù che non avevo ancora mai provato! (P.S.: regalo di Natale da parte di Ale e famiglia).

Presa da una vena di ispirazione mi sono fiondata in cucina; frulla di qua, cuoci di là, aggiusta di sapori, arrotola …et voilà: ecco il risultato!

Non pensavo che fosse così facile ottenere degli involtini così buoni, salutari e pieni di gusto!

involtini cavolo verza (2)

Con questa ricetta si sente leggermente il retrogusto della cannella e delle altre spezie, ovviamente facoltative, ma io personalmente non potrei farne a meno. Nel complesso sono venuti fuori degli involtini davvero buoni da presentare come antipasto o anche come secondo, in base al ripieno che scegliete!

involtini cavolo verza (3)

Ingredienti per 10 involtini:

1 cavolo verza

1 grossa barbabietola

1 scatola di fagioli cannellini

1 cucchiaino di curcuma

1/2 cucchiaino di noce moscata

1/4 cucchiaino di cannella e cardamomo

una manciata di pinoli

olio q.b.

Procedimento:

Lavate le foglie della verza togliendo la parte più coriacea, ma mantenendole intere e cuocetele al vapore per una decina di minuti finché non saranno tenere e sode (sono la maga degli ossimori modestamente!) 

Nel frattempo cuocete la barbabietola in pentola a pressione e una volta cotta frullatela con i fagioli cannellini, le spezie, i pinoli e l’olio quanto basta per ottenere un composto cremoso e compatto.

Stendete le foglie di verza, riempitele con la crema di barbabietola e fagioli e formate gli involtini aiutandovi con lo spago da cucina o con gli stuzzicadenti.

Per completare la cottura potete procedere sia riponendoli in una pirofila, cospargendoli con del pangrattato o in padella.

Io ho continuato con la cottura al vapore per altri 5 minuti, giusto il tempo per farli insaporire.

Serviteli caldi, eventualmente accompagnandoli con del riso basmati.

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Torta rovesciata alle arance caramellate e vaniglia

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La mia sessione invernale per il momento sta andando bene: su quattro esami, per ora ne ho dati tre; considerando che lavoro, non posso di certo lamentarmi!

Verso i primi di febbraio dovrei avere diritto privato, ma è un grosso punto interrogativo. Nel dubbio, una torta per festeggiare gli esami dati e rilassarmi, pensando ai prossimi, la preparo senz’altro!

La torta in cui mi sono cimentata, per la prima volta, è la torta rovesciata alle arance caramellate.

Una torta ricca, in cui l’amaro delle arance viene bilanciato dal dolce sapore dell’impasto impreziosito con la vaniglia, la cannella e il cardamomo.

La volete sapere poi una cosa?  Il giorno dopo è ancora più buona!

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Ingredienti:

4 uova

220g di zucchero semolato

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

150g di farina

150g di burro fuso

120g di farina di canapa

1 bustina di lievito

1 cucchiaino di cannella e cardamomo

70 gr di cioccolato fondente

Per la copertura:

220g di zucchero semolato

125 ml di acqua

1 baccello di vaniglia con i semi grattati

2 arance affettate sottilmente

Procedimento:

Scaldate il forno a 160°C. Per la copertura, mettete zucchero, acqua, vaniglia in una padella antiaderente adatta al forno. Scaldate su fuoco medio mescolando finché lo zucchero si sciolga. Unite le arance e fate sobbollire per 10-15 minuti. Togliete dal fuoco e mettete da parte. Lavorate le uova con lo zucchero e la vaniglia nel robot da cucina finché il composto diventa chiaro e denso. Aggiungete il burro fuso e ormai a temperatura ambiente. Setacciate le farine, il lievito e le spezie, unitele al composto insieme al cioccolato. Versate il tutto sulle arance e infornate per 40 minuti.

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Bulgur cremoso con peperoni

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Lo so, è dalle feste di Natale che non mi sono fatta sentire, e ho una voglia stratosferica di mettermi in cucina e sbizzarrirmi tra un’infornata e l’altra. Ma questo è il periodo ben noto a noi studenti universitari come #sessioneinvernale. E in queste settimane in testa non ho altro che i libri – non di cucina, purtroppo! – ma di sociologia.

Però la voglia di scrivere sul mio blog era troppa che non ho resistito ed eccomi qui con una ricetta veloce, nutriente, buona e tanto salutare  come piace a noi!

Oggi cuciniamo il bulgur, grano duro germogliato i cui chicchi vengono cotti al vapore, fatti seccare e poi macinati. Questo tipo di cereale, come il cous cous, è molto diffuso in Medio Oriente tanto che il nome deriva dal turco.

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Ingredienti per 3 persone:

200 g di bulgur

2 peperoni

300 ml brodo vegetale

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

spezie a piacere (curcuma, cardamomo, timo, basilico ecc.)

una bustina di zafferano

Procedimento:

Per prima cosa lavate e pulite i peperoni e tagliateli a dadini.
Fateli cuocere in una padella con l’olio extra vergine d’oliva per 20/25 minuti. Intanto portate il brodo vegetale a bollore. Prelevate qualche cucchiaiata di peperoni e frullateli con un paio di mestoli di brodo e lo zafferano. Nella padella aggiungete il bulgur, fate cuocere per circa 15 minuti versando di volta in volta il brodo. Il bulgur deve risultare morbido e non gommoso.  A cottura ultimata aggiungete la crema di peperoni e le spezie.

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Con questa ricettina veloce ma gustosa, allegra e colorata vi auguro una buona settimana!

Auguratela anche a me che ne ho tanto bisogno: domani ho il mio primo esame orale, che ve lo dico a fare… Le farfalle si trovano tutte nel mio stomaco ora come ora!

Aggiornamento del 12 gennaio: Volevo solo dirvi che questa ricetta mi ha portato fortuna ed oggi sono tornata a casa con un bel 28/30!

Frittelle con l’uvetta

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Come vi avevo detto nel post precedente, quest’anno sto prendendo le feste di Natale in modo molto easy sarà perchè il tempo è volato, o sarà perché, appena tornata da Viterbo, mi sono presa una bella influenza e ora sto sotto antibiotici.

Inoltre il mio naso ha deciso di iniziare una relazione complicata ma duratura con i fazzoletti e non sembra avere voglia di stapparsi!

La fiacca poi è tremenda, starei tutto il giorno sotto le coperte, anzi manca poco che appenda un cartello alla porta con scritto “Ci vediamo in primavera!”.

Ma purtroppo non ho il privilegio del letargo come le tartarughe e così, per tirarmi su, mi sono messa a preparare delle deliziose e morbidissime frittelle con l’uvetta!

E che non la mangiate una calda e soffice frittella tra una tombola e l’altra?!

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Ingredienti per 4 persone:

50 g di uvetta sultanina ammorbidita in acqua tiepida

250 ml di latte freddo

200 g di farina bianca

3 uova

scorza di un limone

100 g di zucchero

una manciata di cacao in polvere

un cucchiaino di cannella

abbondante olio per friggere

un pizzico di sale

un cucchiaio di lievito

Procedimento:

In una terrina versate la farina e con un cucchiaio di legno aggiungete poco alla volta il latte sino a ottenere una pastella densa ma liscia e senza grumi. Aggiungete il sale, la scorza di un limone, le uova, incorporandole una alla volta e l’uvetta ben strizzata. Amalgamate bene tutti gli ingredienti, quindi mettete sul fuoco la padella con abbondante olio; quando sarà ben caldo versatevi il composto, facendolo scendere a cucchiaiate, aiutandovi con un cucchiaio. Friggete poche frittelle per volta a fuoco medio: quando saranno gonfie e ben dorate da ogni parte toglietele con la paletta, passatele sulla carta assorbente e poi nello zucchero e cacao, servitele fredde!

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Un piacevole break nel Viterbese

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Devo confessarvi la verità: quest’anno non sono per niente pronta al Natale poiché, presissima dal lavoro e dallo studio, non ho ancora potuto pensare al menu, ai regali, agli addobbi, insomma sono indietro e per non farmi prendere dal panico sapete cosa faccio? Parto.

Così mi sono concessa due giorni di totale relax con Ale a Viterbo.

Il 16 mattina mi è passato a prendere sotto casa e in neanche due ore eravamo già immersi nel verde.

Abbiamo pernottato al Country House le Farine, un casale favoloso situato in una zona tranquillissima, immerso nel verde ma, al tempo stesso, a pochi minuti dal centro storico medioevale di Viterbo e dagli altri luoghi di interesse. Il personale, Enzo ed Elena, ci hanno accolto calorosamente e da subito ci hanno fatto sentire a casa. Inoltre ci hanno aiutato a organizzare i nostri due giorni per renderli più produttivi possibile!

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Per l’ora di pranzo abbiamo fatto una piccola sosta in un panificio al centro di Viterbo ma ci siamo subito rimessi in macchina perché dovevamo raggiungere in tempo la nostra prima meta: il parco dei mostri di Bomarzo!

Questo parco fu ideato da Pirro Logorio. Se anche voi come me vi siete chiesti chi era, posso dirvi che fu un architetto attivo nell’Italia del 1500 e fu colui che completò San Pietro dopo la morte di Michelangelo, su commissione del Principe Pier Francesco Orsini sol per sfogare il core rotto per la morte della moglie Giulia Farnese.

Per chi mi conosce tra tutte le sculture la mia preferita non può che essere l’elefante

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Prima di tornare verso casa abbiamo visitato Vitorchiano un borgo pittoresco, silenzioso e con tanti vicoli da scoprire.

Poiché era ancora presto abbiamo fatto una tappa alla Sorgente termale del Bullicame. In questa zona vi sono due vasche di acqua termale  e poco più avanti è possibile scorgere l’affioramento principale di acqua termale del Bullicame situato in un laghetto formato da un profondo cratere naturale e protetto da una struttura trasparente in quanto l’acqua calda è piacevole, ma quella è proprio bollente!! A dire la verità eravamo speranzosi di poterci immergere in una di queste vasche naturali ma, se posso essere sincera, erano tutt’altro che invitanti e così ci siamo dovuti accontentare del paesaggio circostante e del tramonto!

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Tra una passeggiata e l’altra siamo arrivati all’ora di cena e qui viene il bello o meglio… il buono!

Una volta capito l’andazzo del “Moderno“, trattoria, pizzeria, zupperia ed “enocacioteca” sita a S. Martino al Cimino (VT), ci siamo letteralmente lasciati viziare e tentare a partire dall’antipasto!

Non c’è modo migliore di iniziare la cena con delle frittelle di mele calde, ricoperte di miele e pecorinoIMG-20151216-WA0059

Vogliamo poi parlare del tagliere di formaggi misti che il proprietario ci ha preparato accompagnandoli con delle mostarde alla frutta?!

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Il giorno dopo abbiamo iniziato la giornata belli carichi grazie a tutte le squisitezze che Enzo ed Elena ci hanno fatto trovare sulla tavola della colazione, una volta pronti siamo partiti diretti per la nostra seconda meta: Civita di Bagnoregio!

Un borgo meraviglioso che si eleva su una roccia di tufo, collegato alla valle sottostante solo da un lungo e stretto ponte. Soprannominata “la città che muore”, Civita di Bagnoregio racchiude poche case di origine medioevale e un numero esiguo di abitanti. Camminando per le strade e i vicoli ci si sente trasportati in un posto magico, lontano dalla realtà.

Un territorio ricco di storia, arte, cultura e tradizioni, quasi congelato nel tempo. IMG_0346

Date le temperature primaverili, che ci hanno assistito in questo viaggio, abbiamo fatto una sosta al lago di Bolsena e ci siamo goduti il nostro pranzo al sacco su una panchina a pochi passi dalla riva.

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In serata abbiamo fatto una passeggiata a Viterbo e siamo andati a mangiare alla pizzeria “Il Monastero ” dove le pizze non te le servono su un piatto ma ben due data la loro grandezza! Appena la cameriera ci ha portato i piatti mi è preso un po’ un colpo pensavo che non sarei riuscita mai a finirla ma, senza troppi convenevoli, vi dirò che in realtà ce le siamo spazzolate tutte!

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Ma ora che sono tornata a Roma non ho più scuse:in questi giorni, che precedono i giorni di festa, mi devo mettere sotto tra addobbi e  ricette!

Mele cotogne sciroppate

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Grandi novità culinarie in casa Oriani: dopo il favoloso plumcake, che ha accompagnato le mie colazioni, mi sono cimentata nella preparazione delle mele cotogne sciroppate.

L’idea mi è venuta in mente perché sono appassionata di frutta sciroppata!

Pensate che il mio vicino di casa, quando torna dal Molise, mi porta sempre un barattolo di quelle pesche sciroppate tanto buone fatte in casa (…ora che ci penso è da un po’ che non scende giù!).

Inoltre con le ultime mele cotogne avanzate non mi andava di fare un altro plumcake, volevo fare qualcosa di diverso che non avevo mai fatto!

Sono soddisfattissima del risultato e di averle preparate: vi confesso che ho superato pure la mia paura del botulino alimentare per cui evitavo sempre di preparare ricette quali marmellate, confetture ecc.

E per non farci mancare nulla il giorno dopo ho preparato una crostata con la marmellata di cotogne, che mi ha regalato la mamma di Federica (come vi avevo accennato nel post precedente), e prima di infornarla ho pensato di metterci qualche spicchietto di queste mele sciroppate.

E che ve lo dico a fa’? …una sciccherrima bontà!!

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Ingredienti:

un kilo di cotogne

4 bicchieri di acqua

1 bicchiere di aceto rosso

300g di zucchero

scorza di un limone

un vasetto precedentemente sterilizzato

Procedimento:

Tagliate a fette non troppo sottili le mele cotogne lavate e  private della buccia. Mettetele in pentola con l’acqua, l’aceto, lo zucchero e la scorza di un limone. Una volta raggiunta l’ebollizione verificare la cottura delle mele e scolarle con la schiumarola. Lasciatele intiepidire e nel frattempo continuate la cottura dello sciroppo per 20 minuti circa.
Invasate la frutta fredda e copritela con lo sciroppo ottenuto una volta raffreddato. Chiudere bene e conservate al fresco.

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